Scrivere su Facebook è un po’ come urlare in piazza

Una delle caratteristiche primarie dei Social Network è quella di essere interattivi, ovvero ci permettono di verificare le reazioni dei nostri amici, in funzione di quello che condividiamo.

Facebook, con la sua funzione di apprezzamento “Mi piace”, ci da un feedback istantaneo del parere dei nostri amici. Da studi effettuati sulle reazioni degli utenti e basati su indagini e questionari conoscitivi, sono stati derivati alcuni consigli su come comportarsi in questi ambienti virtuali.

Si tratta di codici etici di comportamento non scritti, ma che in una grande comunità come Facebook, sono in effetti attuati come se fossero di prassi.

Ad esempio se si condividono aggiornamenti di stato riguardanti ricorrenze, festività, o eventi felici che ci riguardano, tutti di mostreranno pronti a fare gli auguri. Se si condivide il proprio stato di infelicità, o di stress e nervosismo, dopo una lunga ed estenuante giornata, o per qualche torto subito, buona parte degli amici raggiunti condividerà con noi la loro solidarietà.

Ad essere poi di cattivo gusto sono quei comportamenti, o quei messaggi di consigli, che vengono condivisi da chi non ha alcuna competenza in quell’ambito. Molti condividono notizie non verificate, che si rivelano spesso delle bufale, talvolta create ad arte per motivi commerciali da aziende che vogliono rovinare la reputazione dei loro concorrenti.

Come avviene nei gruppi in presenza, così anche nelle comunità virtuali la falsa modestia, non verrà apprezzata, ma anche tutti quei comportamenti che nella vita quotidiana sarebbero ritenuti fastidiosi, lo sono anche nel mondo dei Social, che è come una piazza virtuale, nella quale talvolta è meglio non urlare il proprio aggiornamento di stato, che sarà ascoltato da tutti i propri contatti.

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