Che cos’è il coding e perché i vostri figli dovrebbero imparare a programmare

Dal 26 al 29 novembre a Milano c’è Codemotion. Vale la pena che tutti i genitori prendano in considerazione questo evento per farvi partecipare i propri figli.

Eh già… fra i tanti corsi che molti genitori costringono a seguire ai propri figli, come ad esempio, danza, yoga, teatro, kung-fu, pianoforte, violino, equitazione, chitarra, canto, ecc. semmai sia restato un giorno libero nella già pesante schedulazione del tempo libero dei bambini c’è qualcosa che certamente non è riservato solo agli ingegneri, ma che è per molti aspetti una materia sempre più necessaria per chi è nato in questo millennio, al pari dell’inglese.

«Imparare a programmare non serve solo a creare futuri programmatori, di cui pure c’è bisogno» spiega Alessandro Bogliolo, docente all’università di Urbino e «ambasciatore» per l’Italia della «CodeWeek», andata in scena lo scorso ottobre.

«Il salto di qualità — continua Bogliolo — si fa quando si inizia a pensare che il coding debba diventare materia di studio». E lo sta diventando un po’ in tutto il mondo. Barack Obama pochi mesi fa aveva esortato gli studenti americani: «Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima app, disegnatela».
Continue reading

Better Software 2014 un reportage

È stato pubblicato su MokaByte un lungo ed articolato reportage sull’edizione 2014 di Better Software. Il resoconto riserva uno spazio interessante al talk di Emmanuele Somma di Infomedia che riportiamo qui sotto integralmente.

 

Emmanuele Somma, “Bauhaus programming 21k: il software e la lezione dell’arte applicata”

Chiudo il resoconto con il talk che concludeva il pomeriggio di lunedì e che, tra quelli che ho seguito quest’anno, è stato sicuramente il più divertente con alcuni momenti davvero brillanti che hanno strappato ai presenti delle sonore risate.

Emmanuele Somma [20] ha presentato un intervento semi-serio e apparentemente sgangherato, che però ha avuto il merito di rappresentare una sorta di brevissima retrospettiva basata su metafore che prende in considerazione tre/quattro decenni di programmazione usando il tema dei movimenti artistici moderni e contemporanei per creare dei parallelismi. Anche in questo caso, consiglio ai lettori che non sono stati presenti a Better Software di guardarsi il video non appena disponibile: io mi limiterò a raccontare brevemente alcuni degli spunti emersi da quest’intervento.

Diciamolo subito: alcuni dei parallelismi fra determinati movimenti artistici e determinate impostazioni nello sviluppo del software sono un po’ sforzati, ma è chiaro che ciò che ci interessa non è tanto la perfetta aderenza tra i due mondi o una accurata definizione in termini di storia dell’arte, quanto piuttosto lo stimolo alla riflessione che in diversi casi ha decisamente funzionato.

Figura 17 – Andy Warhol, l’Amiga e Debbie Harry…

 

Uno dei primi concetti esposti è: “il codice sorgente è arte?”. Certo, ci sarebbe da farsi la classica domanda “che cosa è arte?”, Ma di fatto già un primo sguardo a una pagina di codice dovrebbe farci capire se si tratta di qualcosa di “bello e di “buono”. Di fatto, se allarghiamo l’orizzonte, “fare software” è, a tutti gli effetti, una attività creativa tanto che una definizione del Governo britannico inserisce la realizzazione di software tra le attività creative, accanto all’architettura, all’arte, alla realizzazione di film e musica. E allora, in quest’ottica, hanno senso le varie similitudinifra alcuni movimenti artistici e aspetti importanti del mondo dello sviluppo.

Una delle caratteristiche comuni al mondo artistico e al mondo tecnologico dello sviluppo del software sta ad esempio nella adesione a determinati “manifesti“: tutti hanno presente il ManifestoAgile, ma questo non è il primo caso in cui dei programmatori si sono dati da fare per gettare le basi teoriche di una determinata corrente… e a questo punto viene presentato un Manifesto della Programmazione Futurista che strappa più di una risata di approvazione, a cui segue un Manifesto Agile riscritto proprio in senso futurista.

Un altro aspetto che collega arte e programmazione è il rapporto “tradizione vs. innovazione“.  L’esempio fornito è quello degli Impressionisti, i quali hanno rappresentato nella seconda metà dell’Ottocento un elemento di rottura rispetto alla pittura accademica, da parte della quale erano rifiutati. Proprio perchè rifiutati dall’establishment di allora, con gli impressionisti nasce un vero e proprio mercato dell’arte con tutta una serie di nuove figure (galleristi, mercanti d’arte e così via). Oggigiorno, però, i quadri impressionisti, che a fine Ottocento erano rifiutati dal sistema di riferimento dell’arte, sono diventati quelli che raggiungono i prezzi più elevati nelle aste: un tempo “outsider”, gli impressionisti hanno cambiato il modello di bellezza fino a diventare essi stessi punto di riferimento. La domanda posta da Emmanuele è se in questo momento, nel fare software, siamo più degli “accademici” o degli “impressionisti”.

Un altro interessante aspetto è il rapporto tra arte e scienza. Così come alcune correnti artistiche hanno tentato di istituire uno stretto rapporto tra arte e scienza (ad esempio il Divisionismo e il Puntinismo, ispirati dagli studi sulla fisica della luce e del colore, o il Cubismo, influenzato dalle conoscenze di geometria analitica), anche nello sviluppo del software si è puntato a legarsi a determinate impostazioni tecnico-scientifiche. Il rapporto arte-industria e l’idea di design razionale è esemplificato dal Bauhaus, il movimento sviluppatosi in Germania negli anni Venti del secolo scorso. Da questo punto di vista, il Bauhaus è in parte sovrapponibile a quel movimento denominato “ingegneria del software” che è ancora molto presente nel nostro panorama ma che, spingendo il razionalismo all’eccesso, fallisce nel sottovalutare l’atto creativo che è sottinteso tanto nella creazione artistica che nella produzione di software.

Piuttosto che studiare l’ingegneria del software, dovremmo concentrarci sugli errori, sui bug. Ed è in questa affermazione paradossale, e nella presa d’atto che la scienza non è completa, perchè a volte occorre uscirne fuori, che emerge una possibile corrente artistica di riferimento per il relatore: il Surrealismo, per cui l’unico vero atto creativo è inconscio. Viene quindi rivalutata la patafisica, ossia la scienza delle soluzioni immaginarie.

Una presentazione sicuramente non convenzionale, a volte eccessiva nello stirare le metafore, a tratti davvero esilarante, e comunque in grado di fornire qualche valido spunto di meditazione e di approfondimento.

 

 

Il reportage completo è qui

Italian AgileDays 2014. Finalmente ci siamo!

Si terrà ad Ancona 14 e 15 novembre anche quest’anno l’Agile Day la conferenza delle tematiche Agile e Lean in Italia.
Continue reading

Così i computer supereranno i limiti del silicio

Uno dei limiti tecnologici dei computer è dovuto al materiale di cui sono costituiti i suoi componenti elettronici cioè il silicio. L’utilizzo di nuovi materiali ferroelettrici potrebbe portare l’informatica verso una nuova era della logica binaria.
Continue reading

“Watson” il supercomputer di IBM

“Elementare Watson”. Questa la frase che il celebre Sherlock Holmes rivolgeva al suo fedele assistente, Watson, nei romanzi gialli di Sir Arthur Conan Doyle.

Watson è in questo caso anche il nome del supercomputer che l’IBM ha creato e programmato in modo che possa formulare tesi e rispondere a domande a lui rivolte in un linguaggio naturale.
Continue reading

Partnership fra Dropbox e Microsoft

Riprendiamo un comunicato apparso sul blog ufficiale di Dropbox. Vi è stato annunciato che Dropbox ha concluso un accordo con la Microsoft grazie al quale ci sarà la possibilità di utilizzare il servizio Dropbox per aprire i file direttamente all’interno delle applicazioni di Office.
Nel contempo anche nelle applicazioni della suite MS-Office saranno integrate funzionalità di Dropbox.
Continue reading

Sicurezza informatica nell’epoca del BYOD

La sicurezza informatica è un tema che sta cuore non soltanto a tante aziende ma anche ai governi.
È un settore in continuo mutamento che cambia con la stessa velocità con cui cambiano i nostri computer e la tecnologia dei dispositivi di connessione personale, che abbiamo fra le mani.

Continue reading

Proudly powered by WordPress
Theme: Esquire by Matthew Buchanan.